La mia prima avventura in solitaria !!!

Dopo un anno di lavoro sul tema nazionale FIAF “La famiglia in Italia”, finalmente la mia prima personale fotografica.

62 foto, sei sezioni fotografiche, una gran fatica ma anche molto sentimento che è passato attraverso le fotografie esposte.

I numerosi visitatori della mostra, che ringrazio, hanno “restituito” le emozioni avvertite con accorate dediche sul registro delle firme, ripagandomi dello sforzo compiuto nell’organizzazione ed allestimento dell’evento.

“Una famiglia in gioco”, portfolio votato e selezionato anche per la mostra dei Laboratori di Cult, nell’ambito del Festival della Fotografia Contemporanea di Sassoferrato 2018;

“Ripe che sogna in pista”, portfolio nato nell’ambito di un workshop tenuto dal Prof. Enzo CARLI, nella località di Ripe di Trecastelli (AN), esposto anche presso quella Pro loco nella scorse estate;

“La primavera di Olga”, portfolio creato ad hoc per la scorsa Primavera fotografica di Ostra dove è rimasto in mostra per due weekend;

“Profumo di talco”, portfolio inedito dedicato a due donne speciali, Orietta e la sua mamma Giselda, più in generale al pianeta donna;

“Due fratelli speciali”, trittico dedicato ai fratelli Anna e Lorenzo MARCONI, arricchito da alcune foto di scena eseguite durante la registrazione del trailer che il regista Lorenzo Cicconi Massi ha realizzato la scorsa estate su “Il Solenne ingresso”;

“Le conseguenze del tuo amore”, appassionato portfolio dedicato ai riti del venerdi Santo che si svolgono nel paese di Ostra (AN).

Ha scritto sul progetto in mostra il fotografo e critico fotografico Prof. Enzo CARLI:

“…….Delia Biele ha nel DNA i geni del fotoreporter, per Lei lo scatto è alla base del suo percorso, un click nervoso, funzionale, attento al particolare e agli elementi compositivi, alla luce, al taglio al racconto traslato da un realismo di forte impatto emozionale. Anche se nella sua personale alla galleria Expo-ex (grande successo di pubblico e di critica), complice il tramite della ricerca sulla famiglia (Progetto fotografico collettivo nazionale FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) scopriamo un’altra Delia che nella sua storia riverbera e traspare il colore di inedite ambiguità. Una Delia Biele più intimistica, a volte astratta, attenta alle metafore, all’intensità del significato, al ricordo della memoria che a ritroso coinvolge le sue origini e nei suoi intensi racconti la sua visione interiore. Un viaggio carico di passione, di tensione a volte epica ora mistica, sulla storia recente dove memoria, bellezza si compenetrano nella poesia dell’esistenza. Una forte vena di spiritualità che traspare dal rituale e che si avverte nella distorsione dell’attimo, nel taglio dell’immagine nell’elevazione del pensiero. E’ una bella personale da non perdere che ricorda, almeno per la mia generazione, quando a Senigallia la fotografia aveva la sua parte di rabbia, di invenzione e un po’ di competizione….”


 

Nell’atelier dell’artista Guido ARMENI

Nel mio immaginario, colloco il maestro Guido Armeni nel giardino dei semplici, abitato dai veri Artisti.

Nell’epoca della tecnica del nulla,  lui è scultore, incisore e pittore intenso e materico. L’atelier di ARMENI è nel cuore di Ancona, dove si respira il profumo del mare.

Le sue interviste appassionate sui marmi di Carrara, sulla bellezza delle cave e sugli insegnamenti ricevuti dagli scalpellini spopolano su Youtube.

Poi, l’amore per il mare e per la vela d’altura, il suo incontro con una femmina di delfino ed il suo cucciolo ed il racconto, con stupore bambinesco, di come è nato il suo primo albero della vita.

Gli occhi di un verde acqua mai visto che ogni tanto si inumidiscono mentre snocciola i ricordi.

Guido Armeni è soprattutto un uomo che sa andare incontro agli altri e sa ascoltare e captare gli accadimenti esterni, l’ombra che proietta è rigenerante come quella di un albero.

 Testo e foto © Delia Biele